Se sei stato licenziato o pensi che possa succedere, è importante capire quale tipo di licenziamento si applica al tuo caso, perché da questo dipende l'indennità (se prevista) e la possibilità di fare ricorso. In Spagna esistono diverse categorie, ciascuna con conseguenze economiche diverse.
Licenziamento disciplinare
L'azienda lo giustifica con un inadempimento grave e colpevole del lavoratore (assenze ripetute ingiustificate, insubordinazione, offese, calo del rendimento, ecc.). Se il licenziamento è dichiarato legittimo (l'azienda dimostra la causa), non c'è indennità. Se è dichiarato illegittimo (la causa non è dimostrata o ci sono vizi di forma), l'azienda deve scegliere tra riassumere il lavoratore o indennizzarlo con 33 giorni di stipendio per anno lavorato, con un massimo di 24 mensilità (per i contratti successivi alla riforma del lavoro del 2012; i contratti precedenti mantengono un calcolo misto più favorevole per gli anni lavorati prima della riforma).
Licenziamento oggettivo
Si basa su cause economiche, tecniche, organizzative o produttive dell'azienda, o sulla sopravvenuta inidoneità del lavoratore, tra altre cause previste dalla legge. Se dichiarato legittimo, l'indennità è di 20 giorni di stipendio per anno lavorato, con un massimo di 12 mensilità. Deve inoltre essere comunicato per iscritto con almeno 15 giorni di preavviso (o pagare quei giorni se il termine non viene rispettato).
Licenziamento collettivo (ERE)
È un licenziamento oggettivo che riguarda un numero minimo di lavoratori in un periodo determinato (varia in base alla dimensione dell'azienda), e richiede una procedura speciale con periodo di consultazione con i rappresentanti dei lavoratori. L'indennità minima di legge è anch'essa di 20 giorni per anno con lo stesso tetto di 12 mensilità, anche se nella contrattazione collettiva è comune pattuire importi superiori.
Licenziamento nullo
Viene dichiarato nullo quando viola diritti fondamentali (per esempio se è discriminatorio, o se riguarda una lavoratrice incinta o in congedo di maternità/paternità senza causa giustificata sufficientemente provata). La conseguenza è la riammissione obbligatoria del lavoratore con il pagamento degli stipendi non percepiti; l'azienda non può scegliere l'indennizzo al posto della riammissione.
Dimissioni volontarie: non è un licenziamento
Se sei tu a decidere di lasciare il lavoro, non c'è indennità di licenziamento (non lo è), ma hai comunque diritto alla liquidazione delle parti proporzionali dovute (ferie non godute, mensilità extra proporzionali). Devi rispettare il preavviso stabilito dal tuo contratto o contratto collettivo, di solito tra 15 giorni e un mese.
Cosa fare se non sei d'accordo con il tuo licenziamento
Hai 20 giorni lavorativi dalla notifica del licenziamento per presentare la richiesta di conciliazione e, in mancanza di accordo, ricorso al tribunale del lavoro. Questo termine è breve e non può essere prorogato, quindi conviene agire in fretta se pensi che il licenziamento non sia corretto.